Regione Veneto

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Ultima modifica 23 maggio 2018


La chiesa parrocchiale di Bussolengo è dedicata a Santa Maria Maggiore è la chiesa matrice rispetto alla quale le altre chiese sono dette cappelle. Si fa riferimento ad essa quando negli antichi documenti si parla della pieve di Bussolengo. È al centro del paese e sembra quasi che le case siano sorte intorno ad essa.
E’ altresì al centro topografico del sistema sacro costituito dalle chiese intorno, viene ad essere perciò l’autentica matrice sia della dimensione civile sia della dimensione sacra dell’antico Bussolengo.
Si alza sul sagrato, il luogo che le sta intorno, “sacratum” per la presenza della chiesa e perché costituiva l’antico cimitero del paese. Non sappiamo quando e come fu costruita la prima chiesa sulla quale insiste l’attuale. Una pergamena del 1199 la dice già esistente.
Nel 1717, ricorda il parroco Bacilieri che riprende una nota del Perini, furono eseguite importanti opere nella chiesa e a fianco ad essa, con il rifacimento dell’abside e della sacrestia, a cura dalle tre Confraternite, quella del Santissimo Sacramento, quella di Santa Maria Maggiore e quella del Santissimo Rosario che finanziarono l’erezione dell’attuale "logo dei Quaranta" quasi simmetrico alla sacrestia, ma non si interviene sulla struttura né sull’orientamento della chiesa. L’ideologia del ’700 però concedeva poco tempo ancora all’esistenza dell’antica e veneranda chiesa. Nel ’700 il pensiero imperante è quello dell’Illuminismo.
L’antistoricismo di questo movimento culturale condanna tutto ciò che è passato.
La facciata è alzata nel 1870 su disegno di don Angelo Gottardi, il quale intelligentemente si rifà ai moduli architettonici dell’interno, alte paraste con capitelli ionici, cornici orizzontali, frontoni triangolari, così da presentare la facciata come “riassunto” dell’interno.
Il campanile, nel dipinto cinquecentesco di San Rocco, è una antica torre non alta con un’umile copertura a cuspide arrotondata. L’attuale, alto oltre 50 metri, è opera dell’architetto Giuseppe Rossignati, che presentò il progetto nel 1888 dopo che era stata terminata la facciata del Gottardi. Il Rossignati mantiene il basamento esistente ed anche i primi due piani del campanile preesistente, ne aggiunge altri due alti quanto i primi, e imposta la cella campanaria e la cuspide, simili alle precedenti, due piani più in alto. È un bel campanile alto, a pianta quadrata, che richiama gli antichi campanili veneti romanici del ’200.