Regione Veneto

Chiesa di San Vito al Mantico

Ultima modifica 23 maggio 2018

È proprio sul limitare del bosco, in prossimità del greto dell’Adige, che nel 1378 è documentata una ecclesia sive capela che, tuttavia, solo nel 1532 sappiamo essere di certo dedicata ai Santi Vito e Modesto.
Sicuramente ai monaci benedettini si deve, almeno in parte, il dissodamento della terra del Mantico e la cura spirituale della sua gente per secoli. Agli inizi del XIII secolo parte della proprietà monastica era coltivata a viti e frumento e parte era distribuita in piccoli lotti a 127 fittavoli.
Fino al XVIII secolo la chiesa mantiene l’originaria piccola struttura medioevale. Intorno al 1769, per iniziativa popolare e forse anche sotto l’influsso esercitato dalla edificazione o ristrutturazione di altre chiese tra le quali l’oratorio di San Giovanni Battista al Corno Basso (tempio votivo fatto erigere tra il 1734 e il 1735 dal signor Giovanni Battista Campetti), viene costruita una nuova aula spaziosa e semplice quale ancor oggi si può mirare, priva di particolari segni d’arte (gli affreschi e le decorazioni sono opere recenti di Carlo Capitini, pittore nato a Bussolengo il 21 ottobre 1910 e morto il 16 luglio 1987). Per saggia decisione rimane intatta l’antica cappella al cui interno sopravvive un affresco risalente alla fine del XIV secolo e raffigurante la Madonna con il Bambino e un santo, forse San Vito. Tracce di altri affreschi assai deleti si intravedono pure su una parete esterna.